Una buona digestione restituisce una Buona Vita.

La buona salute dipende dall’efficiente funzionamento dell’apparato digerente. Cattiva digestione e intolleranze alimentari creano un circolo vizioso: chi ha problemi digestivi ha anche maggiori probabilità di soffrire di intolleranze, che a loro volta possono influire sull’assorbimento dei nutrienti. Con il tempo, possono insorgere vari disturbi, tra cui la sindrome dell’intestino irritabile. A questo livello l’obiettivo è apprendere a sostituire i cibi controindicati con altri, ricchi di enzimi, che favoriscono la digestione, quali mirtilli, ananas e germogli di soia verde. 

Bevete almeno otto bicchieri al giorno di acqua minerale, per prevenire la disidratazione e “lavare via” le tossine dall’organismo. Cercate inoltre di bere acqua a temperatura ambiente in quanto è stato di mostrato che l’acqua fredda rallenta la digestione. Potete bere anche sostituti del caffè o infusi di erbe (come menta e ortica) senza aggiungere latte o zucchero. 

Consumate molte verdure cotte per breve tempo, al vapore o saltate, e zuppe di verdura. Evitate l’utilizzo di olio in cottura poiché ad alte temperature la composizione chimica dei grassi si modifica e aumenta il contenuto in acidi grassi saturi. 

La frutta fresca va consumata con moderazione. La pera è ideale, perché è il frutto meno allergizzante ed ha un elevato tenore in fibra, che accelera il transito degli alimenti nell’intestino. Anche l’ananas (ricco di enzimi) e i frutti di bosco (ricchi di antiossidanti) sono scelte valide. 

Consumate ogni giorno piccole porzioni di alimenti proteici, organici e di buona qualità, per garantirvi un buon apporto di aminoacidi. Le proteine in modiche quantità sono considerate benefiche e utili per accrescere l’energia e favorire la digestione. Uova, pollame, pesce grasso (da acque non inquinate) e soia (se tollerata) sono tutte scelte valide. 

Per condire le insalate, utilizzate olio extra vergine di oliva spremuto a freddo, olio di semi di lino, di semi di zucca o di noce, che forniscono acidi grassi essenziali. 

Scegliete prodotti integrali e biologici; evitate cibi pronti e precotti. 

Mangiate sempre con calma per non sovraccaricare lo stoma e spegnete la TV. 

Nel corso del tempo l’organismo può diventare “intollerante” a determinati alimenti e non riuscire più a digerirli. Ne possono conseguire sintomi come cefalee, depressione e affaticamento. Tra gli alimenti responsabili ve ne sono alcuni di uso comune, come latte, agrumi e frumento. Individuare gli alimenti che causano le intolleranze non è semplice, perché spesso tra l’assunzione di questi e la comparsa dei sintomi intercorrono ore o addirittura giorni. Inoltre, l’intolleranza può riguardare più di un alimento.

 

Come affrontare l’intolleranza?

Innanzitutto, cercate di individuare il colpevole dell’indebolimento del vostro organismo. Tenete un diario per almeno due settimane annotando tutto ciò che mangiate.

Scegliete almeno uno dei principali gruppi di alimenti (come frumento o latticini) ed eliminatelo dalla dieta per almeno due settimane, consumando però i cibi sostituti per evitare che si verifichino delle carenze nutrizionali. Grazie alla temporanea eliminazione degli alimenti, l’apparato digerente e il sistema immunitario hanno la possibilità di riprendersi. 

 

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